Renato Rossi, il maestro dei maestri.

Renato Rossi nacque a Roma il 3 giugno 1889, a 18 anni si arruolò in Marina e conobbe un po' di mondo, cominciò così a viaggiare. Terminato il servizio militare si iscrisse all'Accademia d'Arte di Parigi dove per compagni di lavoro ebbe artisti quali Modigliani, Utrillo, Picasso. Dopo varie esperienze in giro per i Paesi Bassi tornò in Italia. Fu a Roma con una fabbrica di ceramica che ebbe vita breve a causa della crisi economica del 1929, poi a Venezia per eseguire restauri a Palazzo Ducale, a Napoli presso le fabbriche De Simone, poi a Bassano a Nove presso le fabbriche Agostinelli, infine di nuovo a Napoli. Ed è a Napoli che Pinto lo contattò per dipingere alcuni pannelli. Nei ricordi della figlia Erica Vietri piacque subito al padre e quando Pinto, date le capacità artistiche ma anche la qualità culturale del maestro, gli offrì di lavorare per lui come direttore, Renato Rossi accettò con entusiasmo.

L'amore per Salerno e la sua costa non fu una passione momentanea, non fu il passeggero rapimento che molti artisti hanno provato per questi luoghi, fu l'amore di un cittadino che vuole vedere prosperare la propria terra, fu l'amore di un padre che vuole vedere i suoi figli crescere e cavarsela con le proprie forze. Renato Rossi fondò la Scuola di Ceramica nel 1931, di come sia nata rimane un ricordo semplice: giovanetti di bottega che alla sera si riunivano intorno al suo tavolo. Di come sia cresciuta rimangono molte testimonianze come le targhe e le medaglie ottenute in diverse manifestazioni, il fatto che molti alunni del maestro Rossi abbiano svolto incarichi dirigenziali presso ditte come la Cannon-d'Agostino di Salerno, Pinto di Vietri, Freda di Napoli, Montecchi di Roma, Zanibon di Bassano, Eleal di Tel Aviv. Anche il ceramista Vincenzo Solimene era tra quei ragazzi che in seguito, quando la Scuola venne ospitata presso l'istituto F.Trani, al palazzo Barra, finito il lavoro d'apprendista alle 17.00 scendevano a piedi a Salerno per cominciare le lezioni alle 18.00. Le lezioni erano un complesso intreccio di teoria e pratica: si esercitava il disegno, si guardavano i maestri, si elaboravano forme nuove, si provavano smalti e colori ed i prodotti servivano a procurare quei fondi necessari alle applicazioni pratiche che i provveditorati ed i ministeri lesinavano.

Il maestro Giovanni Cappetti ci regala preziosi ricordi della fervida attività di Rossi. Rammenta la fermezza e la schiettezza del professore ma anche la sua estrema disponibilità verso quanti, ceramisti ma anche artisti di varia estrazione, si rivolgevano al professore per consigli pratici e suggerimenti organizzativi. Giancappetti ci suggerisce inoltre una profonda riflessione: prima della seconda guerra a Vietri erano attive diverse attività al limite tra manifattura ed industria come la vetreria, l'opificio tessile, la lavorazione di metalli, ma dopo la guerra solo la ceramica con i limitati mezzi a disposizione rapidamente rinacque e si fortificò riconquistando velocemente il mercato estero. Ciò poté accadere anche grazie all'incisività dell'opera del professore Rossi che fece della scuola un effettivo strumento di formazione professionale. Giancappetti sottolinea inoltre, la funzione che il professore Rossi ebbe per la formazione professionale dei ceramisti che erano dipendenti della Ernestine, della D'Agostino e della Pinto. Gli operai delle fabbriche, infatti, frequentavano i corsi serali per migliorare la propria professionalità ed acquisire abilità specialistiche in modo da migliorare la propria posizione lavorativa.